I Costi Fissi del Conto Corrente

E’ noto che la scelta di conservare i risparmi sul conto corrente è motivata dalla praticità piuttosto che dalla rendita in ragione dei bassi interessi dei quali beneficiano i correntisti. Se è inevitabile rassegnarsi al fatto che il denaro non lieviti è però al contempo necessario tenere sotto controllo le spese connesse al conto corrente in modo di scegliere l’offerta più competitiva, oltre che affidabile.

Ogni banca, senza dimenticare l’esistenza di conti correnti postali, offre particolari condizioni per attrarre nuovi clienti e parlando di conti correnti l’ammontare delle spese è un parametro molto importante da valutare.

Tra le uscite carico dei correntisti vi sono gli addebiti dei canoni periodici, ovvero le spese che si presentano a scadenze prefissate (ad esempio mensili o trimestrali) per la gestione del conto ed in merito ricordiamo come molte banche abbiano annullato tali costi a carico dei clienti.

Le spese inerenti l’invio delle comunicazioni da parte dell’istituto di credito sono ridotte, ma si presentano ad intervalli periodici e la somma tra i costi per la spedizione di estratti conto trimestrali intacca i risparmi conservati in banca, a meno che non si abbia richiesto l’invio delle comunicazioni online, una maniera pratica per risparmiare denaro e contribuire al rispetto dell’ambiente.

L’imposta di bollo è un’altra voce di spesa a carico dei correntisti che si vedono prelevare quasi 35 euro all’anno se sono clienti privati ed oltre 70 se si tratta di aziende. Quando si leggono le offerte promozionali relativi a conti correnti senza spese è pertanto utile verificare se la stessa banca si faccia effettivamente carico dell’imposta di bollo che è dovuta dal correntista.